Dal 2026 torna l’Iperammortamento (fino al 180%) per l’industria e un Credito d’Imposta al 40% per l’Agricoltura. Le soluzioni WAY sono abilitanti per l’interconnessione e il rispetto del vincolo UE, trasformando i dati in asset fondamentali per accedere agli incentivi e generare valore reale.”
Dal 2026 il sistema degli incentivi per la digitalizzazione delle imprese cambia impianto, non solo strumento. Con la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), il legislatore archivia definitivamente i crediti d’imposta Transizione 4.0 per l’industria e reintroduce l’iperammortamento come leva principale per il triennio 2026–2028.
Non si tratta di un semplice ritorno al passato, ma di un cambio di logica: l’incentivo torna a essere legato alla vita utile del bene e alla solidità dell’investimento, non a un beneficio immediato.
Il ritorno dell’iperammortamento per le imprese strutturate
Per le imprese industriali e le realtà produttive strutturate, l’iperammortamento consente di maggiorare fiscalmente il costo dei beni 4.0. Il beneficio si traduce in una riduzione progressiva dell’imponibile IRES o IRPEF lungo il periodo di ammortamento del bene.
In base agli scaglioni definiti dalla legge, ecco il potenziale risparmio fiscale, calcolato su un’aliquota IRES del 24%:
| Scaglione di investimento | Maggiorazione del costo | Risparmio fiscale IRES (netto) |
|---|---|---|
| Fino a 2,5 milioni € | 180% | 43,2% |
| Tra 2,5 e 10 milioni € | 100% | 24% |
| Tra 10 e 20 milioni € | 50% | 12% |
Nota: il beneficio è fruibile esclusivamente per investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
I requisiti chiave: 4.0, interconnessione e origine europea
Per accedere all’agevolazione, i beni devono rispettare requisiti stringenti:
- rientrare nei nuovi Allegati IV e V (beni materiali e software 4.0);
- garantire interconnessione e scambio dati continuo con i sistemi aziendali;
- rispettare il vincolo di origine europea: i beni materiali devono essere prodotti o assemblati in Stati membri dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo (SEE).
Agricoltura: un binario separato al 40%
Il nuovo impianto distingue nettamente il settore agricolo. Le imprese che determinano il reddito su base catastale o forfettaria non possono beneficiare dell’iperammortamento, poiché la maggiorazione delle quote di ammortamento non produce effetti fiscali.
Per questo, la Legge di Bilancio 2026 ha previsto un Credito d’Imposta dedicato del 40%, con un massimale di 1.000.000 € per impresa.
Questo strumento garantisce un beneficio diretto e una fruizione più immediata, pur mantenendo fermi:
- l’obbligo di interconnessione;
- il rispetto dei requisiti di origine europea dei beni agevolabili.