Negli ultimi mesi, l’Intelligenza Artificiale è ovunque: nei titoli dei giornali, nei post su LinkedIn, nelle chiacchiere da bar. A guidare il fenomeno c’è ChatGPT, il software che riesce a scrivere testi su qualsiasi argomento in pochi secondi. Ma cosa c’entra tutto questo con il mondo reale del trasporto, della logistica e della gestione flotte?
Molto più di quanto si pensi. Ma non nel modo in cui spesso viene raccontato.
ChatGPT: cos’è davvero e cosa non può fare
ChatGPT è un sistema di intelligenza artificiale generativa, capace di produrre testi simili a quelli umani. Non “pensa” davvero, ma simula il linguaggio sulla base di enormi moli di dati. In ambito aziendale, può essere utile per automatizzare risposte a clienti, generare documentazione, scrivere report.
Ma ChatGPT non può guidare un camion, gestire un carico o monitorare in tempo reale una flotta. Non ha accesso diretto ai dati fisici, non ha sensori, non ha ancoraggio nella realtà operativa. Però, ciò non significa che l’Intelligenza Artificiale sia inutile nel trasporto. Anzi.
L’Intelligenza artificiale vera: dove fa la differenza nel trasporto
Nel mondo della logistica esistono forme di AI molto meno spettacolari, ma decisamente più concrete. Parliamo di:
- Algoritmi predittivi che analizzano dati storici per anticipare guasti o usura
- Ottimizzazione automatica dei percorsi in base a traffico, consumi, vincoli logistici
- Riconoscimento di anomalie nei comportamenti di guida
- Videotelematica intelligente che consente di rilevare eventi critici e supportare l’analisi post-incidente
- Sistemi di visione evoluti, come SideWAY, i cui algoritmi di intelligenza artificiale permettono di distinguere pedoni, ciclisti e ostacoli stradali in tempo reale, migliorando significativamente la sicurezza attiva dei veicoli in ambito urbano e logistico
Queste applicazioni non scrivono poesie, ma fanno risparmiare tempo, denaro e problemi. E sono già operative in molte aziende.
L’approccio WAY: intelligenza diffusa, non artificiale
WAY lavora da anni su un concetto concreto di “intelligenza” applicata ai veicoli: una rete di sensori, dispositivi e software che trasforma ogni mezzo in un nodo informativo.
Non serve parlare con i camion. Serve che i camion parlino tra loro e con chi li gestisce.
Con sistemi come:
- LoadWAY, che rileva il sovraccarico in tempo reale e genera alert automatici
- Inventario BLE, che consente l’inventario automatico delle attrezzature a bordo tramite tag BLE installati sui singoli asset, rilevando la loro presenza o assenza in tempo reale
- SmartBin, che trasmette lo stato di riempimento dei cassonetti
- SideWAY, che identifica ciclisti e pedoni distinguendoli da altri ostacoli, grazie a telecamere intelligenti con algoritmi AI embedded
e con l’integrazione nativa nella piattaforma WAY4Web, i dati diventano azioni, notifiche, decisioni operative.
Intelligenza è sapere cosa conta, al momento giusto
Nel mondo del trasporto, l’intelligenza artificiale non è spettacolo: è servizio. È la capacità di sapere prima che qualcosa accada, di intervenire al momento giusto, di evitare l’errore prima che costi caro. Non c’è bisogno che l’AI scriva come un umano. Basta che aiuti a lavorare meglio.
E in questo, nel mondo reale, è già molto più avanti di quanto si pensi.