Iperammortamento 2026: la prova dell’origine UE.

Come garantire l’origine Made in EU ed evitare la revoca del credito. Scopri i requisiti per hardware e software 4.0.

L’Iperammortamento 2026 sposta il focus dalla sede del fornitore alla reale “nazionalità” del bene. Per hardware e software 4.0 diventa obbligatorio certificare l’origine UE/SEE, con soglie specifiche per le attività di sviluppo e lavorazione. Con le soluzioni tecnologiche WAY metti in sicurezza i tuoi investimenti, garantendo la piena conformità documentale richiesta dal decreto attuativo.

Nel precedente articolo abbiamo visto come le nuove aliquote fino al 180% stiano ridisegnando gli investimenti 4.0. Ma c’è un dettaglio che molti stanno sottovalutando e che rappresenta la vera novità della Legge di Bilancio 2026: il vincolo di origine territoriale. Non basta più che il bene sia “4.0”, deve essere ufficialmente “Made in EU/SEE”.

 

Il nodo dell’Origine: non basta la sede del fornitore

L’approfondimento tecnico chiarisce un punto fondamentale: la residenza fiscale di chi ti vende il software o l’hardware non conta. Quello che il MIMIT pretende è la “nazionalità” del bene.

  • Per l’hardware si applica il Codice Doganale dell’Unione. Il bene deve aver subito l’ultima lavorazione sostanziale in Europa.
  • Per il software deve essere il risultato di uno sviluppo avvenuto per almeno il 50% in ambito UE/SEE.

 

Le insidie del software 4.0

Molte aziende rischiano di dichiarare un investimento come agevolabile solo perché il fornitore è italiano. Ma se il codice è stato sviluppato in territori extra-UE, l’incentivo è nullo. WAY, con il suo software interamente sviluppato in Europa, garantisce quella sovranità tecnologica che oggi è diventata un requisito fiscale obbligatorio.

 

Come preparare la documentazione probatoria

Il decreto attuativo dell’Iperammortamento 2026 chiarisce che la sede del fornitore non è sufficiente a determinare l’origine del bene: è richiesta una verifica puntuale della “nazionalità” del prodotto. Chi investe oggi deve esigere:

  • per l’hardware, una dichiarazione del produttore che attesti che il bene ha subito l’ultima trasformazione sostanziale in ambito UE/SEE, in piena conformità con il Codice Doganale dell’Unione;
  • per il software, una dichiarazione che certifichi che almeno il 50% delle attività di sviluppo (analisi, progettazione, test) siano state svolte all’interno di Paesi UE/SEE.

Tali attestazioni, rese ai sensi del DPR 445/2000, sono documenti fondamentali che devono essere conservati per tutta la durata dell’agevolazione per far fronte a eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate o del MIMIT.

L’Iperammortamento 2026 rappresenta un’opportunità straordinaria per il rilancio della competitività, ma richiede un rigore documentale superiore rispetto al passato. Affidarsi a un partner come WAY significa avere la certezza di installare tecnologie che rispondono ai nuovi requisiti di sovranità tecnologica europea, blindando la perizia tecnica e la sicurezza fiscale del tuo investimento sin dal primo giorno.

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